Il cinema italiano, specchio delle trasformazioni sociali, sta vivendo un cambiamento epocale: la crescente affermazione delle donne dietro la macchina da presa. Non più figure marginali, le registe italiane stanno conquistando spazio e visibilità, portando nuove prospettive e narrazioni nel panorama cinematografico nazionale, arricchendolo di storie autentiche e sguardi inediti.
Un percorso in evoluzione
Questo fenomeno affonda le radici in un contesto storico di profondo cambiamento. Il secondo dopoguerra vide le donne emergere con un ruolo sempre più attivo nella ricostruzione del paese, come testimoniato dalla tesi di laurea disponibile su Tesionline. Questa progressiva emancipazione ha preparato il terreno per una maggiore partecipazione femminile in tutti i settori, compreso il cinema. Se inizialmente le donne erano prevalentemente davanti alla macchina da presa, figure pionieristiche come Lina Wertmüller hanno infranto gli schemi, dimostrando che il talento femminile poteva esprimersi anche nella regia, aprendo la strada alle generazioni successive.
Una nuova visione dell’Italia
Il libro Reframing Italy: New Trends in Italian Women’s Filmmaking di Bernadette Luciano e Susanna Scarparo, disponibile su Google Books, analizza in profondità questo cambio di paradigma. Le registe italiane contemporanee offrono una rappresentazione inedita del paese, affrontando temi cruciali come la famiglia, il lavoro, l’immigrazione e la maternità con una sensibilità e una profondità nuove, superando gli stereotipi di genere. Non si tratta semplicemente di “film di donne”, ma di un cinema che arricchisce la narrazione complessiva grazie a una prospettiva femminile.
Paola Cortellesi e il successo di C’è ancora domani
Un esempio emblematico di questa tendenza è rappresentato dal film C’è ancora domani, opera prima di Paola Cortellesi. La pellicola ha ottenuto un successo straordinario di pubblico e critica, diventando il film italiano più visto del 2023. Come riportato da Wired Italia, il film è diventato un fenomeno culturale, toccando temi profondi come la violenza domestica e l’emancipazione femminile nel contesto del dopoguerra italiano. La storia di Delia, una donna comune che trova la forza di ribellarsi a un marito violento, è emblematica di una nuova consapevolezza femminile che risuona profondamente con il pubblico contemporaneo.
Attrici che diventano registe: un trend in crescita
Il successo di Cortellesi si inserisce in una tendenza più ampia: numerose attrici affermate stanno passando alla regia, portando la loro esperienza e sensibilità dietro la macchina da presa. Micaela Ramazzotti, con il suo film Felicità, ha vinto il premio del pubblico alla Mostra del Cinema di Venezia. Margherita Buy ha presentato Volare, una commedia che nasce dalla sua personale paura di volare. Claudia Gerini ha diretto Tapirulàn, accettando una sfida propostale dai produttori. Jasmine Trinca ha esordito con il cortometraggio Being My Mom e poi ha realizzato il lungometraggio Marcel!. Greta Scarano ha intrapreso la realizzazione del film Adriatica, mentre Pilar Fogliati ha debuttato con la commedia Romantiche, vincendo due Globi d’oro. Michela Giraud si è cimentata con la regia di Flaminia, una commedia che esplora le dinamiche sociali. Come ha affermato Micaela Ramazzotti, c’è un forte desiderio di “fare qualcosa di nostro con occhi nuovi”. E, come sottolinea un articolo di MYmovies.it, il pubblico dimostra di apprezzare queste nuove voci e prospettive.
Riconoscimenti e visibilità
La crescente importanza delle registe italiane è testimoniata anche da festival e iniziative dedicate. Femminile, plurale, un’iniziativa promossa da Cinecittà, ha presentato in diverse capitali europee una selezione di film realizzati da giovani registe italiane. Il festival Primo Piano sull’Autore – Pianeta Donna celebra attivamente il talento femminile nel cinema italiano. Il Festival di Cinema e Donne, organizzato a Firenze da La Compagnia, offre ulteriore visibilità alle opere dirette da donne. La Festa del Cinema di Roma 2023, come riportato da Elle, ha registrato un numero record di opere prime dirette da donne, confermando la vitalità di questa tendenza.
Supporto e opportunità
Sebbene non esistano percorsi formativi esclusivamente dedicati alle registe, molte di loro provengono da scuole di cinema come il Centro Sperimentale di Cinematografia o da facoltà universitarie con indirizzo cinematografico. Altre hanno maturato esperienza sul campo, lavorando come assistenti alla regia o realizzando cortometraggi. Iniziative come quelle promosse da WIFTMI (Women in Film, Television & Media Italia) offrono un supporto fondamentale e una maggiore visibilità alle professioniste del settore, creando una rete di collaborazione e sostegno reciproco.
Le sfide da affrontare
Nonostante i progressi significativi, la strada verso la piena parità di genere nel cinema italiano è ancora lunga. Uno studio condotto da Ewa (European Women’s Audiovisual Network) e dalla Fondazione Kering, ripreso da iO Donna, evidenziava come, tra il 2006 e il 2013, solo una piccola percentuale dei film italiani fosse diretta da donne. Un’analisi più recente di WIFTMI, presentata alla Mostra del Cinema di Venezia e consultabile sul sito WIFTMI, conferma che, sebbene il numero di registe sia in aumento, la percentuale di film diretti da donne che raggiungono i vertici delle classifiche degli incassi rimane limitata. Tuttavia, è importante sottolineare come queste analisi statistiche non debbano scoraggiare, ma piuttosto stimolare un impegno ancora maggiore verso l’inclusione e la valorizzazione del talento femminile.
Un impatto culturale profondo
L’aumento del numero di registe non è solo una questione di equità, ma ha anche un impatto culturale profondo. Una maggiore presenza femminile dietro la macchina da presa porta a una rappresentazione più autentica e sfaccettata delle donne sullo schermo, contribuendo a decostruire stereotipi e pregiudizi. Questo, a sua volta, influenza positivamente la percezione del pubblico su questioni di genere e sociali, come evidenziato dalla ricerca Ewa-Kering. Il libro We want cinema. Sguardi di donne nel cinema italiano, disponibile presso Librerie Università Cattolica, esplora in dettaglio questo cambiamento, analizzando come le registe italiane stiano ridefinendo la rappresentazione del corpo femminile, della famiglia, della politica e della società nel suo complesso. “Dobbiamo prenderci il nostro spazio, anche a gomitate, se necessario”, ha affermato l’attrice Chiara Francini, come riportato da La ventisettesima ora, sottolineando la determinazione necessaria per affermarsi in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini.
Un futuro promettente
Il cinema italiano contemporaneo sta vivendo una trasformazione significativa grazie al contributo delle donne registe. Le loro voci, la loro sensibilità e la loro visione stanno arricchendo il panorama cinematografico, offrendo nuove prospettive e aprendo nuovi orizzonti narrativi. La strada verso la piena parità di genere è ancora in divenire, ma i segnali di cambiamento sono incoraggianti e tangibili. Il futuro del cinema italiano sarà sempre più caratterizzato da una pluralità di sguardi, in cui le donne avranno un ruolo centrale e determinante come autrici e creatrici di storie capaci di emozionare, far riflettere e ispirare il pubblico.